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TERRA DEL SUD

Dopo guerra i figli dei contadini del sud lasciarono la propria terra d'origine bella dolce e amara dalla povertà che cera in quel periodo emigrarono chi al nord Italia e chi all'estero in germania Belgio Francia e anche in Argentina e altrove nel mondo incerca di un futuro migliore.

GLI SPOSI

La macchina di trasporto di un tempo,porta gli sposi in chiesa per celebrare il matrimonio

Erano tempi belli poveri ma felici.

 

IL PANE AL FORNO A LEGNA

Il pane come lo facevano una volta al forno a legna.

Il profumo del pane appena sfornato si sentiva in tutto il vicinato,allepoca tutte le campagne erano coltivate e nel tempo della mietitura del grano si sentivano i contadini in lontananza con quei bei canti popolari era tutta una festa dalla mietitura alla trebiatura del grano.

IL PROFUMO DEL PANE

Mi ricordo qunto ero bambino mia madre quanto faceva il pane al forno a legna un profumo soave si spanteva nell'aria.Tutto che all'epoca mangiavamo era genuino i contadini usavano solo il letame per alimentarie i suoi prodotti della campagna.Oggi usano molti veleni nei campi insetticidi molto potenti e nocivi sui prodotti della campagna e sono molto pericolosi per la salute dell'uomo,purtroppo le grande aziente in tutte le categorie non pensano alla salute delle persone ma pensano a guadagnare sempre di più producento in quantità elevatissimi prodotti che arrivano sulle nostra tavola.

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IL PANE DEI CONTADINI

IL PANE

L’alimentazione della popolazione calabrese nella prima metà del XX secolo, a ridosso dello scoppio del primo conflitto mondiale, presenta le identiche caratteristiche negative che avevano caratterizzato gli anni precedenti.

Siamo ancora alla presenza di un’alimentazione quasi in prevalenza costituita dai frutti stagionali della terra, anche se iniziano lentamente a modificarsi i costumi alimentari che subiranno negli anni successivi, caratterizzati dal c.d. boom economico e da una forte emigrazione interna in direzione del nord del paese, un’evidente trasformazione in direzione di un consumismo diffuso in tutte le classi sociali.
In attesa di tali trasformazioni, però, l’alimentazione dei contadini calabresi nei primi decenni del secolo restava legata al consumo di verdure, ortaggi, legumi, latticini (in particolare ovini e caprini), pesce (di solito conservato) e raramente carne.
Alcuni documenti dell’epoca attestavano in particolare che il pane consumato non era mai prodotto con grano, ma con il cruschello, il mais, la segale o con farine mescolate con questi cereali.
Erano consumati molti cavoli, legumi e il condimento era costituito spesso dal lardo e la frutta era di solito in forma secca (fichi). Nelle zone dove erano presenti i castagni, era utilizzataper la preparazione del pane, quando non si avevano a disposizione altri prodotti, la farina ricavata dalle castagne. Nei centri montani in inverno si consumava anche se in maniera limitata, il pane di farina di castagne. Il consumo di carne restava per molti un miraggio e spesso era collegato solamente ad avvenimenti fortuiti come la morte delle pecore o delle capre allevate, le quali in vita riuscivano a fornire abbastanza latte da produrre latticini (formaggio o ricotta) per il consumo familiare. La carne era invece disponibile per quei coloni fortunati che riuscivano ad allevare uno o più maiali che fornivano l’occorrente per la preparazione di salumi da conservare (nel grasso) e consumare tutto l’anno. Il consumo di pesce era più frequente, purché conservato sotto sale, come avveniva per sarde o il baccalà.

ESTATE ANNI 50-60